Mer, 11 Mar, 2026

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: una legge che mette al centro il consenso

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: una legge che mette al centro il consenso

Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è un momento di riflessione e di impegno collettivo. Questa data ci ricorda le sfide ancora aperte, ma anche i progressi compiuti. Tra questi, spicca l’approvazione di una legge che mette al centro il consenso, rafforzando la tutela delle vittime e segnando un cambiamento di prospettiva.

Una nuova legge sul consenso approvata all’unanimità

Il 19 novembre la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità una proposta di legge rivoluzionaria nella lotta alla violenza sessuale. Presentata a febbraio 2024 dalla deputata Laura Boldrini (Partito Democratico) e sostenuta da altre colleghe, ha trovato un’ampia condivisione grazie all’accordo tra Elly Schlein, segretaria del PD, e Giorgia Meloni, presidente del Consiglio e leader di Fratelli d’Italia.

Modifiche all’articolo 609-bis: il consenso diventa centrale

La novità principale riguarda l’articolo 609-bis del codice penale: d’ora in avanti sarà punito chi compie o fa compiere atti sessuali senza il consenso libero e attuale della persona coinvolta.
La pena resta la stessa, da sei a dodici anni, ma la definizione diventa più chiara e in linea con le norme internazionali.
La legge estende inoltre la punibilità ai casi di violenza, minaccia, abuso di autorità, inganno o sfruttamento della vulnerabilità della vittima.

Un cambiamento che dà voce alle vittime

Questa riforma segna un passo decisivo: riconosce la volontà e la libertà di scelta come elementi essenziali. Nessun atto può essere considerato consensuale se la vittima non ha espresso chiaramente il proprio assenso. Si eliminano così molte ambiguità che in passato hanno ostacolato il percorso di giustizia.

Tuttavia, come ha sottolineato la giudice della Corte di Cassazione Paola Di Nicola Travaglini, la sfida non è solo normativa ma culturale. Forze di polizia, avvocati e magistrati devono essere formati per affrontare con competenza e sensibilità queste situazioni. Senza un cambiamento culturale profondo, la legge rischia di restare un passo incompleto.

L’Italia nel contesto europeo

Altri paesi, come la Francia e la Svezia, hanno già introdotto il principio del consenso come criterio per qualificare il reato di stupro. L’Italia si inserisce ora in questo percorso europeo, dimostrando la volontà di rafforzare la dignità e la protezione delle vittime.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una donna su tre nel mondo ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita.
In Italia i dati ISTAT confermano la gravità del fenomeno, con percentuali ancora troppo alte. È evidente che non si tratta di episodi isolati, ma di un problema radicato in una cultura patriarcale che tende a normalizzare atteggiamenti violenti.

Educazione e prevenzione: la vera leva del cambiamento

La legge è un passo avanti, ma da sola non basta. Serve un investimento serio in educazione e sensibilizzazione, a partire dalle scuole. Promuovere il rispetto reciproco, la parità di genere e la consapevolezza dei propri diritti significa costruire basi solide per un futuro diverso.

Programmi di educazione affettiva, formazione degli insegnanti e campagne rivolte all’intera società possono contribuire a scardinare stereotipi e narrazioni che perpetuano la violenza. Il 25 novembre diventa così non solo una giornata di memoria, ma un’occasione per rilanciare un impegno collettivo: istituzioni, scuola e società civile unite per un cambiamento duraturo.

Mettere al centro il consenso per una società più giusta

Mettere al centro il consenso significa riconoscere la libertà di ogni persona e garantire che nessuna donna debba vivere nella paura. È un passo avanti legislativo, ma soprattutto un invito a trasformare la cultura, i comportamenti e le relazioni. Solo con una volontà politica ferma e un impegno condiviso sarà possibile costruire un mondo fondato sul rispetto e sull’uguaglianza.

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