Era stata convocata in sessione pubblica, ma in realtà era un incontro informale, alla faccia dello Statuto e del Regolamento comunale
Finalmente dopo due mesi dalla richiesta effettuata da Endrio Milano in un'interrogazione del 2 dicembre scorso, venerdì 26 gennaio, era stata programmata l'audizione da parte dei capigruppo consigliari, dell'Asl TO 4 nella persona della dottoressa Maria Luigia Spaccapietra.
L'incontro avrebbe dovuto svolgersi alle 17 per discutere della carenza di medici sul territorio cittadino e della programmazione dei servizi, in particolare quelli destinati ad anziani e persone con gravi patologie. Dicevamo avrebbe dovuto, perchè in realtà non c'è stata almeno non a porte aperte.
Ma riavvolgiamo il nastro per capire cos'è successo.
Partiamo dall'inizio: alla richiesta di Milano fa seguito la disponibilità dell'Asl TO4 a partecipare all'incontro. La conferenza dei capigruppo viene regolarmente convocata dal presidente del Consiglio comunale, Salvatore Messina, in seduta pubblica (che significa che qualsiasi cittadino può partecipare come uditore) e un paio di colleghi giornalisti decidono di assistere all'incontro. Peccato che l'Asl nella lettera inviata al Comune con la quale si dichiarava disponibile, ma ad un incontro "informale" quindi senza pubblico e men che meno alla presenza di giornalisti. Inoltre la dottoressa Spaccapietra non era neppure stata autorizzata dalla sua direzione a rilasciare dichiarazioni ufficiali di alcun genere.
«A quel punto il sindaco, liberando il rottweiler che è in lui - illustra Milano nell'interrogazione presentata ieri 27 gennaio - allontanava in malo modo dalla sala i giornalisti presenti e mi accusava accusava di averlo “fregato”. Insomma di avergli teso un'imboscata. Si procedeva quindi ad un incontro senza valore giuridico e quindi dai contenuti non utilizzabili».
Milano ricorda poi che l'articolo 5 dello Statuto comunale ribadisce che “Le sedute delle Commissioni sono pubbliche salvo i casi previsti dal Regolamento” e gli articoli 16 e 60 del Regolamento che "Le sedute...sono segrete quando si debbano trattare questioni concernenti persone che comportino apprezzamenti o valutazioni sulla qualità delle persone stesse”.
E questo non era davvero il caso anzi si doveva parlare di questioni che riguardano l'intera comunità in cui «lo umma umma e l’informale nel funzionamento degli organi istituzionali non è previsto - prosegue - Ci sono precise regole che vanno rispettate per garantire la trasparenza del confronto politico e delle scelte amministrative. Perché gli uomini politici non devono soltanto essere onesti, ma lo devono anche apparire».
La sottoscritta non era presente a quel incontro, ma esprime tutta la sua solidarietà e quella del giornale ai colleghi allontanati in malo modo cui è stato impedito di fare il loro lavoro, come d'altra parte sancito dall'articolo 21 della Costituzione che tra l'altro recita "La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".
Comunque dopo questo spiacevole episodio Milano non si arrende e chiede «di invitare, con sollecitudine, come previsto dall’art. 15 dello Statuto e come più volte abbiamo fatto col CIT, in audizione davanti alla commissione
consiliare competente in seduta pubblica e congiunta con la Conferenza dei Capigruppo i Responsabili dell’ASL, e di notificare ai capigruppo la lettera di invito ai vertici ASL e la loro risposta».




