Il ricetto, cuore e gioiello di Oglianico. Un angolo di Medioevo in Canavese

Il ricetto, cuore e gioiello di Oglianico. Un angolo di Medioevo in Canavese

Un Ricetto del XIV secolo, una Torre-Porta e 62 antiche cellule edilizie: nel cuore del paese sopravvive una straordinaria pagina del Medioevo piemontese

Ci sono luoghi che non si mostrano subito. Restano qualche passo più in là, nascosti dietro le strade di tutti i giorni, quasi aspettassero qualcuno disposto a cercarli.

Oglianico è uno di questi.

Nel cuore di questo piccolo paese del Canavese c’è una porta. Attraversarla significa ritrovarsi dentro una geometria antica di vicoli, case e pietre che raccontano una storia cominciata quasi sette secoli fa.

È la Torre-Porta del Ricetto medievale, custode di quello che ancora oggi è il cuore più sorprendente di Oglianico.

Un piccolo borgo fortificato che ha attraversato i secoli conservando pressoché intatto il proprio impianto urbanistico, anche se gli edifici originari sono stati progressivamente modificati e molti sono diventati abitazioni.

Ed è forse proprio questo a renderlo speciale: il Ricetto di Oglianico non è soltanto un frammento di Medioevo da osservare. È un luogo antico che continua a vivere.

Il Ricetto di Oglianico, sette secoli di storia

La costruzione del Ricetto di Oglianico è successiva al 1329. Un documento del 1372, con il quale Ibleto di Challant confermava gli statuti locali, definiva già Oglianico una villa, cioè un piccolo borgo cinto da mura.

Come molti ricetti piemontesi, non era semplicemente un luogo nel quale abitare. Era soprattutto uno spazio protetto, nel quale conservare i prodotti della terra e trovare rifugio, insieme agli animali, nei momenti di pericolo.

La sua pianta tende al quadrato, con lati di circa 70 metri e una superficie interna di circa 4.900 metri quadrati.

Il nucleo era organizzato in otto isolati: due rettangolari al centro, costituiti da doppie file di cellule edilizie, e altri sei disposti lungo il perimetro delle mura. Complessivamente si contavano 62 cellule edilizie, alcune delle quali sono ancora oggi riconoscibili.

Una struttura semplice e sorprendentemente razionale. Le strade interne erano sufficientemente larghe da consentire il passaggio dei carri e, a differenza di molti altri borghi, non esisteva una vera e propria piazza, ma soltanto alcuni slarghi destinati alle necessità della comunità.

Una porta per entrare nel Medioevo

A rendere immediatamente riconoscibile il Ricetto è soprattutto la Torre-Porta, che costituiva l’unico accesso al borgo fortificato.

La torre, a pianta rettangolare di circa 6,65 per 5,30 metri, è costruita con piccoli ciottoli di fiume alternati a corsi di mattoni e conserva ancora elementi dell’antico sistema difensivo.

Al piano terreno si apre il passaggio carraio, un tempo protetto da un ponte levatoio. Accanto sono ancora individuabili le tracce della pusterla, il passaggio pedonale anch’esso dotato di un piccolo ponte levatoio.

Ma c’è un particolare che rende la Torre-Porta ancora più interessante: conserva un belfredo, o bertesca, una struttura sopraelevata utilizzata per l’avvistamento e indicata dalle fonti locali come un esempio unico nel Canavese.

E ogni primavera il Medioevo ritorna

Oglianico, però, non si limita a conservare il proprio passato. Ogni primavera lo fa rivivere.

È allora che il paese cambia volto con il Calendimaggio e la Festa delle Idi di Maggio, la grande rievocazione storica ispirata agli Statuti comunali del 1352 e diventata negli anni uno degli appuntamenti più caratteristici del territorio.

Nel 2026 la manifestazione ha raggiunto la 44ª edizione, svolgendosi dall’1 al 10 maggio.

Il Calendimaggio apre tradizionalmente la festa con la presentazione dei personaggi storici e la Posa del Maggio. Poi, per alcuni giorni, Oglianico sembra spostare indietro le lancette del tempo.

Arrivano i costumi medievali, si aprono le taverne, risuonano musiche, compaiono danzatori, giocolieri, saltimbanchi, mercanti e figuranti. Le vie del paese diventano il palcoscenico di cortei, spettacoli e momenti dedicati alla storia e alla cultura del Medioevo.

Tra gli appuntamenti più curiosi c’è anche “Messer Chef”, il torneo di cucina medievale nel quale i partecipanti si cimentano nella preparazione di pietanze utilizzando ingredienti e strumenti ispirati a quelli dell’epoca.

Non è semplicemente una festa in costume. Per qualche giorno il paese intero diventa parte della rievocazione, facendo dialogare il Ricetto e la sua storia con chi arriva a Oglianico per scoprirli.

Il cuore nascosto di Oglianico

Forse il fascino di questo luogo sta proprio nelle sue dimensioni.

Non ci sono grandi castelli da raggiungere o monumenti imponenti che dominano il paesaggio. C’è invece una porta da attraversare.

Al di là, una manciata di strade, case addossate le une alle altre, tracce di mura e una struttura urbana pensata dagli uomini del Medioevo e arrivata, pur trasformata, fino a noi.

Il Ricetto nel frattempo è cambiato. Le sue antiche cellule hanno seguito la vita delle generazioni, sono state modificate, ampliate, trasformate in abitazioni.

Eppure la trama del borgo medievale è ancora lì.

Basta lasciare per qualche minuto la strada principale di Oglianico, cercare quella Torre-Porta e attraversarla.

Dall’altra parte comincia un piccolo viaggio nel Medioevo.

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