Sab, 13 Lug, 2024

A quattro giorni dal ballottaggio non si placano polemiche e veleni tra le compagini in corsa per il governo cittadino

E’ stata una campagna elettorale più che altro scandita dai tempi e dai ritmi dei social. Almeno quella per il ballottaggio, che vede in lizza Luca Torella e Renato Pittalis, previsto domenica 23 e lunedì 24 giugno. Data in cui i leinicesi saranno chiamati, per il secondo turno delle amministrative, ad eleggere il nuovo sindaco, che governerà per i prossimi cinque anni la città.

Tolta la presenza ormai consolidata dei banchetti elettorali, al mercato e nelle piazze principali, sembra che fan, supporter e relativi simpatizzanti delle due compagini elettorali, abbiano deciso di spostare il confronto politico sulle pagine dei vari social. Non è mancato giorno, in cui non ci si sono accapigliati via web, su questa o quella problematica cittadina. Dove, ovviamente, ciascuno portava la sua soluzione, in un crescendo di lamentazioni, accompagnate da continue accuse e contro accuse, quasi sempre condite da insinuazioni velenose, puntualmente rispedite al mittente. Insomma un quadretto non molto edificante. Che, a onore del vero si sono tenuti ben a distanza i due competitori reali per la poltrona di primo cittadino.

L’unica novità, in una campagna elettorale a dir il vero poco incisiva, è stata la posizione presa pubblicamente da Francesco Vecchi, il grande escluso dalla competizione elettorale di domenica che, nonostante il significativo risultato ottenuto dalla compagine del centrodestra, sia a livello europeo (ricordiamoci sempre che Fratelli d’Italia a Leinì, con il 34% di consensi a Leinì è il primo partito) e per le Regionali, a livello locale si è visto sorpassare sia dalle liste di centrosinistra che candidano Luca Torella a primo cittadino, sia dai gruppi civici capitanati dal sindaco Renato Pittalis e dalla sua maggioranza consigliare uscente.

Risultati elettorali che, sebbene lo hanno messo alla porta, per la competizione di domenica prossima, in qualche modo lo hanno fatto rientrare dalla finestra, grazie alla dote di 1400 voti, ricevuti al primo turno. Consensi che, se confluissero sul nome di Pittalis, potrebbero ribaltare clamorosamente in suo favore, il risultato del primo turno. Anche se, salvo accordi dell’ultima ora, apparentamenti con le forze del centrodestra cittadino, capitanate da Francesco Vecchi, non sono apparsi all’orizzonte politico leincese, qualcosa si è comunque mosso.

In una lettera pubblica, diffusa ai leinicesi in questi giorni, l’ex candidato sindaco per il centrodestra, ha semplicemente ribadito che, per affinità ideologiche, i gruppi della sua coalizione si sentono più vicini alla compagine di liste civiche guidate da Pittalis.

«La mia candidatura – ha tenuto a precisare Francesco Vecchi - nasce perché noi e parte dei leinicesi non ci sentivamo rappresentati nè nella coalizione del candidato sindaco di centro-sinistra nè in quella dell’Amministrazione uscente. Per questo una coalizione di centro-destra unito voleva portare un valore aggiunto all’Amministrazione leinicese, cosa che comunque verrà fatta dai banchi dell’opposizione. Al netto di quanto appena detto, siamo tutti consci del fatto che i partiti che mi sostengono sono in netta contrapposizione rispetto alle posizioni politiche espresse da una coalizione di sinistra a guida Pd, in tutti i livelli istituzionali. Pertanto – conclude l’esponente del centrodestra cittadino - alla luce del ballottaggio cui ci troviamo di fronte, ci riteniamo più vicini alle posizioni programmatiche della coalizione uscente».

Il sindaco uscente Renato Pittalis, ha ovviamente incassato con piacere questa dichiarazione, anche se ben lontana da una alleanza organica. Ma quei 1400 voti, fermo restando che Pittalis riconfermi tutti quelli avuti al primo turno (2754 voti pari al 35,72%), potrebbero veramente fare la differenza.

Naturalmente, in queste due settimane, Luca Torella, non è rimasto con le mani in mano. Ha continuato ad incontrare i cittadini. Il perimetro della sua coalizione non è stato però allargato. L’esponente del centrosinistra punta a confermare se non incrementare il risultato ottenuto al primo turno (3228 voti, 41,87%), che lo porterebbe così a sedersi sulla poltrona di primo cittadino di Leinì. Torella ha scelto invece di rivolgersi a tutti i cittadini che si riconoscono nel suo progetto e programma di governo, senza distinzioni di colori o simboli.

Sullo sfondo restano i problemi e le questioni che gravano sulla città: il rilancio del commercio locale, la viabilità, i trasporti pubblici, le scuole, il futuro della Rsa Capirone.

Lunedì prossimo i cittadini leinicesi sapranno chi sarà il loro nuovo sindaco, e quali risposte potrà dare su temi di vitale importanza per la comunità. Anche se, probabilmente, i veleni e le polemiche post elezioni continueranno a girare ancora per un po’ sui social, come tossine da espellere.

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