Menneskebiblioteket: la biblioteca dei libri in carne ed ossa. Per ascoltare una storia e combattere i pregiudizi

Menneskebiblioteket: la biblioteca dei libri in carne ed ossa. Per ascoltare una storia e combattere i pregiudizi

Nata a Copenaghen nel 2000, la Human Library ha trasformato persone e storie vere in "libri" da ascoltare. Oggi il progetto ha raggiunto oltre 85 Paesi

Siamo abituati a pensare alla biblioteca come al luogo dei libri: scaffali, pagine da sfogliare, storie da leggere e volumi da prendere in prestito. Ma cosa accadrebbe se, al posto di un libro, potessimo sederci davanti a una persona e ascoltare direttamente la sua storia?

È questa l'idea alla base della Human Library, in danese Menneskebiblioteket, un progetto nato a Copenaghen nel 2000 con un obiettivo tanto semplice quanto ambizioso: combattere stereotipi, stigma e pregiudizi attraverso l'incontro e il dialogo tra persone che non si conoscono.

Human Library: quando si prende in prestito una persona

Qui i libri non hanno pagine. Sono persone in carne e ossa, volontari che mettono a disposizione la propria esperienza personale per dialogare con i "lettori".

Ogni "Human Book" rappresenta un'esperienza o una condizione sulla quale nella società possono esistere pregiudizi, incomprensioni o stereotipi. Il lettore può scegliere il proprio "titolo", sedersi di fronte alla persona e iniziare una conversazione.

Non si tratta di una conferenza né di una lezione. È un incontro nel quale le domande difficili non sono vietate: sono parte dell'esperienza.

L'organizzazione definisce infatti la Human Library come uno spazio sicuro per il dialogo, nel quale affrontare apertamente argomenti che nella vita quotidiana spesso si evita di discutere.

Il libro racconta ciò che ha vissuto

La forza del progetto sta proprio nell'incontro diretto. I "libri" sono volontari con un'esperienza personale legata al tema che rappresentano e rispondono alle domande dei lettori partendo dal proprio vissuto.

Salute mentale, disabilità, dipendenze, identità, appartenenza sociale, discriminazioni e altre condizioni che possono generare stigma diventano così non semplici categorie, ma storie con un volto, una voce e una persona davanti a noi.

È il passaggio dalla teoria all'esperienza umana: ciò che fino a pochi minuti prima poteva essere soltanto un'etichetta diventa una conversazione.

Ed è proprio qui che il meccanismo della Human Library mostra tutta la sua originalità: invece di parlare delle persone, permette di parlare con le persone.

"Unjudge someone": mettere in discussione il pregiudizio

Il messaggio della Human Library è racchiuso in poche parole: "Don't judge a book by its cover", non giudicare un libro dalla copertina.

E poi c'è quell'espressione diventata uno dei simboli del progetto: "Unjudge someone", che potremmo tradurre liberamente come smettere di giudicare qualcuno o, ancora meglio, rimettere in discussione il giudizio che ci eravamo già costruiti.

Perché ascoltare non significa necessariamente essere d'accordo. Significa concedersi la possibilità di conoscere prima di giudicare.

Tutto cominciò al Roskilde Festival

La Human Library nasce nella primavera del 2000 a Copenaghen, ideata da Ronni Abergel, dal fratello Dany e dai colleghi Asma Mouna e Christoffer Erichsen come progetto destinato al celebre Roskilde Festival.

La prima esperienza durò quattro giorni, otto ore al giorno, mettendo a disposizione più di 50 "titoli" umani. Secondo la ricostruzione ufficiale dell'organizzazione, furono oltre mille i lettori che parteciparono all'esperimento.

Da quell'esperienza danese è nato un movimento internazionale.

Da Copenaghen a oltre 85 Paesi

A 26 anni dalla nascita, la Human Library è diventata una organizzazione internazionale non profit con sede amministrativa a Copenaghen.

Secondo i dati pubblicati dall'organizzazione, i suoi "libri" sono stati proposti in oltre 85 Paesi e gli eventi si svolgono in biblioteche, musei, festival, scuole, università, conferenze, aziende e anche online.

Per cinque anni Copenaghen ha ospitato anche il Reading Garden, uno spazio permanente nato nel 2020 dove era possibile incontrare e "prendere in prestito" i libri umani. Quell'esperienza si è però conclusa: il Reading Garden ha chiuso definitivamente il 5 ottobre 2025.

Il progetto Human Library, invece, continua attraverso eventi, collaborazioni internazionali e la sua piattaforma online.

La Human Library anche in Italia

L'idea è arrivata da tempo anche nel nostro Paese. Tra le esperienze italiane c'è la Human Library Toscana, avviata nel 2015 dall'Associazione culturale Pandora con il sostegno della Biblioteca di San Giovanni Valdarno.

Documenti della Regione Toscana attestano che il progetto ha ottenuto il riconoscimento della Human Library Organization danese ed è stato successivamente riproposto in diversi eventi sul territorio regionale.

Un'esperienza che dimostra quanto l'intuizione nata in Danimarca possa funzionare anche fuori dai suoi confini.

Perché, in fondo, ogni persona è una storia che non possiamo conoscere guardandone soltanto la copertina. E qualche volta una conversazione può essere sufficiente per scoprire quanto fosse sbagliata l'idea che ci eravamo fatti.

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